Che fine ha fatto Windows Phone?
di 15 marzo 2017 11:463
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Questa è una domanda che mi sono posto più volte nel corso degli ultimi mesi. Ho adorato Windows Phone in passato e per alcuni versi l’ho preferito ad iOS e ad Android. Ovviamente aveva i suoi difetti e soprattutto delle importanti mancanze, ma complessivamente riusciva a soddisfarmi nell’utilizzo di tutti i giorni. Adesso però è passato un anno intero dall’ultimo smartphone Windows Phone presentato da Microsoft e quindi la domanda diventa ancora più lecita: che fine ha fatto Windows Phone?
In realtà Windows Phone non ha fatto alcuna “fine“, se vogliamo. Microsoft continua ad aggiornare i suoi smartphone con update spesso volti alla correzione di bug e a miglioramenti generali, ma sono anche arrivate piccole nuove funzioni con gli aggiornamenti più corposi. Tuttavia il futuro di Windows Phone - e di conseguenza degli smartphone Lumia - appare piuttosto incerto al momento.
In un mercato dominato dalle aziende top e dai brand cinesi che sfornano smartphone ogni mese, la strategia di Microsoft per il 2016 e per l’inizio del 2017 appare quasi come un segno di resa. Il software - per quanto buono e in crescita - non basta e la mancanza di nuovo hardware si fa sentire: le vecchie proposte iniziano a diventare sempre meno invitanti e questo di sicuro non aiuta ad estendere la user-base di utenti Windows. Pensate che gli ultimi smartphone presentati da Microsoft risalgono rispettivamente ai mesi di ottobre 2015 (Lumia 950 e Lumia 950 XL) e di febbraio 2016 (Lumia 650).
Da li in poi non ci sono stati nuovi annunci e di Microsoft si è limitata (almeno apparentemente) alla pura attività di sviluppo del software per questi e per tutti gli altri smartphone Lumia. Un software che, come detto, pur migliorando è restato comunque limitato, in primis da uno store che stenta a farcirsi con nuove (e soprattutto valide) app: mancano ancora app di notevole rilevanza, come ad esempio quella di YouTube, e in generale gli sviluppatori non sembrano credere in Windows Phone, anche in base alla scarsa diffusione del sistema operativo di Microsoft. Non c’è un app per tutto su Windows Phone e il gap con Android ed iOS continua a crescere da questo punto di vista. C’è poi la questione di Continuum, l’eccellente funzione per collegare lo smartphone ad una display dock che consenta di tramutare il telefono in un vero e proprio computer fisso da collegare ad un monitor. L’idea era eccellente e prometteva davvero molto bene nel lungo periodo, ma Microsoft l’ha sprecata supportando pochissimi smartphone compatibili con Continuum e soprattutto (non per tornare sempre li) non realizzando più smartphone Lumia.
La mia domanda posta in partenza nasce dal fatto che è davvero difficile capire in quale direzione stia andando Microsoft: si parla di un “imminente” Surface Phone (così imminente che se ne parla da anni, ma questo dovrebbe essere l’anno giusto, promesso, fidatevi…) con cui Microsoft vorrebbe rilanciare Windows Phone ripensandolo da zero, ma oltre questo non si hanno altri segnali da parte della casa di Redmond. Basterà in ogni caso un “reboot” per riconquistare la fiducia di chi è stato forzato ad abbandonare Microsoft in questi a causa della carenza di nuovi smartphone? Sinceramente non penso.
Chi non ha voluto attendere ha già in mano uno smartphone Android o iOS in questo momento e con ogni probabilità si sarà già abituato ad una delle due piattaforme, entrambe decisamente più complete e gestibili, al momento, rispetto a Windows Phone. Certo, per alcuni ci sarà la nostalgia di funzionalità esclusive di Windows Phone (come l’ottimo assistente Cortana, per me il migliore nel suo campo) ma è anche vero che oggi è possibile accedere ad un’infinità di smartphone Android performanti (e decisamente più performanti degli obsoleti Lumia del 2015/2016) e a prezzi molto vantaggiosi; in alternativa si può entrare a far parte di un ecosistema maturo come quello di Apple in cui l’integrazione tra smartphone, tablet, computer e ora anche indossabili è probabilmente il punto di riferimento per l’intera categoria. Insomma, le alternative a Windows Phone ci sono e non le scopriamo certo oggi: chi cambia o ha cambiato probabilmente non tornerà indietro, almeno in questo clima di incertezza, almeno fino a quando verranno messe in discussione le fondamenta di Windows Phone.
Senza nuovo hardware, con un software che migliora ma è comunque incompleto e soprattutto con sempre meno utenti che investono (prima in fiducia e poi in moneta, remunerando gli sviluppatori) la “fine” che ha fatto Windows Phone non è sicuramente quella che si auspicava Microsoft. Il sistema operativo dell’azienda di Redmond resta per ora in una fase di stallo e la sensazione è quella che nessuno creda più in questo OS, a partire dalla stessa Microsoft. Questo ci può stare, un’azienda può benissimo uscire da un mercato se non lo reputa più vantaggioso, ma di sicuro un po’ di chiarezza sarebbe auspicabile, anche e solo come forma di rispetto verso chi ancora oggi, personalmente o professionalmente, investe in un sistema operativo dal futuro incerto.
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