Display Hole: e se il prossimo trend fosse questo?
di 18 ottobre 2018 21:100
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Cornici, Notch, Slider. Il mercato si evolve e cambiano i trend che spingono i produttori a preferire un determinato design. E in futuro potrebbe esserci una novità, il Display Hole.
E’ esattamente quello che sembra, un buco nel display. E potrebbe essere il successore del Notch sui futuri dispositivi, forse già dal prossimo anno. Le tempistiche sono chiaramente indicative, ma un famoso leakster, Ice Universe, punta al 2019 come all’anno del cambiamento del trend sul display.
The display open hole camera technology will become the mainstream technology in 2019, then you think, where is the camera position better? pic.twitter.com/4mh5G7CbeT
— Ice universe (@UniverseIce) October 18, 2018
Ora siamo pieni di smartphone con il Notch, più o meno grande e più o meno smart, ma in futuro le cose potrebbero cambiare. Ebbene si, dopo essere passati oltre al primo ostacolo, ovvero allo sblocco del terminale, le cose si fanno sicuramente più interessanti. Ma andiamo per gradi.
Abbiamo raggiunto una tecnologia tale da permetterci di sbloccare il dispositivo con una scansione 3D del volto, o più comunemente con un riconoscimento facciale semplice - magari meno sicuro ma che richiede meno risorse hardware. Ma non solo, abbiamo anche raggiunto la possibilità di poter sbloccare i dispositivi tramite dei sensori per il riconoscimento delle impronte digitali integrati nei display.
Tutto questo ha eliminato la necessità di pulsanti fisici e ha permesso agli smartphone moderni di essere più compatti, con cornici assottigliate e display sempre più grandi, ma sempre e comunque maneggevoli.
Tutto questo però non si può non mettere in relazione al Notch, ovvero alla tacca che spesso integra questi sistemi di riconoscimento facciale 3D. Infatti, tranne per gli smartphone che hanno un Notch non pienamente sfruttato e puramente “scenico”, i top del mercato come gli iPhone X e successivi o il nuovissimo Mate 20 Pro esistono in funzione di quella tacca, che permette loro di essere così efficienti nello sblocco con il volto e nella mappatura 3D, magari per la questione Animoji, Sticker AR e via discorrendo.
Allora come faremo ad avere tutto questo rinunciando al Notch? Tutto questo è ancora un mistero perchè integrare in un solo “buco” tutta la tecnologia di cui necessita un sistema come quello montato su iPhone XS non è certo un’impresa facile. Anzi, al giorno d’oggi sembra praticamente impossibile. Ma senza azzardare ipotesi troppo tecniche, che chiaramente non ci competono, qui si apre un altro capitolo. E se il Display Hole non fosse dedicato agli smartphone “top” ma ai medi di gamma e agli entry level che solitamente si crogiolano su una semplice fotocamera - meno sicura sia chiaro - per il riconoscimento del volto? In questo caso, questa sarebbe la naturale evoluzione del notch a goccia in stile Essential Phone, ripreso da alcuni smartphone durante il corso dell’anno.

E la capsula auricolare? Beh non è difficile pensare che quest’evoluzione porti i produttori a spostarla, magari sulla cornice superiore del device in modo da non occupare troppo spazio o di sviluppare una tecnologia capace di rimpicciolirla a tal punto da integrarla nel Display Hole insieme alla fotocamera frontale.
Sono sicuramente tutte ipotesi ma è chiaro che si tratta di una possibile evoluzione di quello che vediamo oggi. Il tutto però con non poco scetticismo perchè ci sono una miriade di smartphone con più di una fotocamera frontale per i quali questo discorso non varrebbe. Di sicuro non possiamo pensare di “semplificare” il frontale di uno smartphone integrando un buco per ogni fotocamera perchè sarebbe davvero una soluzione estetica approssimativa e certamente non piacevole.
I dubbi sono davvero tanti e questo ci induce a pensare subito agli smartphone che hanno voluto differenziarsi con uno slider, meccanico o elettronico, che integra tutti i componenti utili alla fotocamera - o alle fotocamere - e alla capsula auricolare e che appare al bisogno e poi si ritrae a scomparsa.

Smartphone come il Vivo Nex, OPPO Find X o il futuro Mi MIX 3, giusto per citarne uno che in questa categoria è sempre al centro dell’attenzione, scelgono uno slider per ovviare alla mancanza di spazio sulla cornice superiore, ridotta all’osso per integrare un display edge-to-edge. La resistenza nel tempo degli slider è, probabilmente, il loro più grande nemico. Quanto potranno durare questi meccanismi, usati per decine se non centinaia di volte al giorno? E’ presto per dirlo, nonostante i test che i produttori avranno sicuramente eseguito prima di commercializzarli.
E quindi questo Display Hole resta una mina vagante, a tratti evoluzione e a tratti una soluzione troppo limitata, non in grado di offrire il meglio ai produttori e quindi, di conseguenza, agli utenti finali. Magari, se ben implementata, potrebbe risultare una soluzione interessante solo per alcuni specifici modelli ma qui si apre un intero discorso relativo al software.
Infatti il software dovrà essere pienamente ottimizzato per poter integrare e includere al suo interno un buco nel display. L’interfaccia andrà studiata bene, ma chiaramente all’interno del codice e non solo in quello che si vede in superficie e che appare immediatamente all’utente finale. Dovrebbero essere ben ottimizzati gli spazi, analizzate e ottimizzate le possibili sovrapposizioni di contenuti ed elementi grafici e offerte specifiche opzioni di personalizzazione all’utente.
Infine il dubbio: a destra, a sinistra o al centro? Quale sarà la posizione migliore per questo Display Hole? Quale sarà la più ergonomica, la più facile da sfruttare durante l’uso quotidiano e, non per ultimo, quale sarà la posizione che strizzerà maggiormente l’occhio all’estetica? Queste sono tutte considerazioni che lasciamo ai produttori, se mai dovessero seguire questa strada; strada che, tuttavia, potrebbe anche non essere mai percorsa e rimanere una semplice idea non sviluppata.
Scopriremo il futuro degli smartphone solamente gustandoci il presente, quindi l’appuntamento è fissato con tutte le novità che vedremo in quest’ultima parte dell’anno su TEEECH, in attesa delle novità del 2019; anno che si preannuncia succulento lato mobile.
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