Lo smart working ai tempi del Coronavirus

di Claudio Sardaro 0

Il coronavirus ha costretto molte aziende ad adottare lo smart working. Molti dei dipendenti italiani hanno quindi iniziato a lavorare in questo modo già da qualche tempo. Ma c’era davvero bisogno di un virus per permettere alle persone di evitare molto dello stress causato dal tragitto casa lavoro?

Nel corso del 2019, ben 570 mila lavoratori dipendenti in smart working hanno toccato quota 570000. Il 58% delle aziende private e il 16% delle PA hanno adottato, almeno una volta, questa pratica proponendo ai propri dipendenti di lavorare fuori dalle mura del classico ufficio.

Rispetto al 2018, i progetti gestiti in questa modalità di lavoro sono raddoppiati lo scorso anno con ottimi risultati. Molte aziende di consulenza, anche in Italia, hanno adottato da tempo questa formula di lavoro per i propri dipendenti. In molti casi, alcuni lavoratori hanno la possibilità di lavorare 4-5 giorni al mese da casa, ma sempre connessi col proprio team di lavoro.

Il corona virus ha costretto molte aziende di Milano e del resto delle zone rosse ad adottare questa tipologia di lavoro per evitare di bloccare interi settori di servizi che avrebbero subito grosse ripercussioni in caso contrario. Sui social molti lavoratori stanno elogiando questa tipologia di lavoro. Altri, da tempo costretti a lavorare da casa, non vedono l’ora di tornare in ufficio.

Lo smart working è quindi diventata una realtà obbligata per molti dipendenti di aziende private e non è ancora chiaro per quanto tempo sarà una scelta obbligata.

Ma come si sopravvive al lavoro da casa? Ecco alcuni consigli e alcune pratiche da tenere a mente.

Come lavorare da casa in modo efficace

In primo luogo, così come in ufficio, va individuato l’ambiente giusto. Il consiglio è quello di scegliere l’angolo più luminoso e calmo della vostra casa: il tavolo in sala da pranzo o una scrivania davanti ad una finestra potrebbe essere la scelta giusta. Dopo aver trovato lo spazio giusto della vostra casa è bene scegliere anche la giusta sedia. Il massimo sarebbe quello di disporre di una sedia ergonomica da ufficio anche a casa. Se non doveste averla, l’importante è mantenere una postura corretta: schiena dritta e piedi ben piantati a terra sono alla base per evitare di accusare eccessiva stanchezza e dolori dovuti al lavoro da scrivania.

L’outfit? Sicuramente non serve mettersi in tiro, ma rimanere in pigiama tutto il giorno potrebbe non essere la scelta giusta. Non ha senso quindi mettersi in giacca e cravatta, ma spezzare del tutto la routine della preparazione mattutina potrebbe incidere negativamente sulla produttività in smart working.

smart working

Dopo aver preso tutti questi accorgimenti, il lavoro da casa permette di raggiungere ottimi livelli di produttività. Nelle normali pause inoltre c’è il grande vantaggio di poter portare avanti qualche faccenda domestica e, perché no, preparare pranzo e cena. Ma i vantaggi non finiscono qui: addio allo stress del tragitto casa-lavoro! Questo permette non solo di guadagnare tempo, ma anche di dedicare qualche minuto in più al lavoro o al benessere personale.

Nei lavori di team, è necessario sicuramente organizzare qualche call in più del solito in modo da tenersi sempre aggiornati e procedere con la normale attività lavorativa anche in smart working. In qualche caso, ovviamente, diventa impossibile incontrare dal vivo clienti o fornitori. Anche in questo caso, grazie a tutti gli strumenti che normalmente vengono ugualmente impiegati, non è difficile riorganizzare alcuni incontri virtualizzabili.

Nonostante la necessità di rimanere tra le mura domestiche, non bisogna però perdere il contatto con la realtà! Tra le piccole commissioni indispensabili per spesa e poco altro e le finestre di casa non è difficile rimanere in contatto con l’esterno evitando così di alienarsi.

Conclusioni

Molti dei lavoratori coinvolti nello smart working “forzato” hanno scoperto il valore di questo strumento e sicuramente valuteranno la possibilità di offrire alcune ore in questa modalità di lavoro ai propri dipendenti anche al termine dell’emergenza attuale.

Serviva il corona virus per capire che lo smart working può essere una buona opzione da proporre ai propri dipendenti? Certamente no, ma di sicuro ha reso consapevoli molte aziende e datori di lavoro circa la potenzialità di questo strumento.

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere attraverso i commenti!

Commentando dichiari di aver letto e di accettare tutte le regole sulla discussione degli articoli nei nostri blog.