WhatsApp: virus tramite chiamate vocali, ecco come risolvere

di Nikolas Pitzolu 0

WhatsApp, tramite il suo ufficio stampa, ammette che fino alla precedente versione è stato possibile infettare gli smartphone passando dalle chiamate vocali.

Assistiamo spesso a problemi di vulnerabilità, problemi dove alcune applicazioni o servizi vengono presi di mira da dei team di malintenzionati e alcune volte da hacker con il solo scopo di rubare dati talvolta legati alle credenziali delle carte di credito.

Il punto è che generalmente le aziende ci vanno caute e, se la pratica scorretta non viene scoperta in corso d’opera, riportano che il loro software è stato sotto attacco in un delta tempo circoscritto, proprio come avvenuto questa volta.

Oggi vi parliamo infatti di Whatsapp e della sua enorme mole di utenti che la utilizzano ogni giorno, da ogni parte del mondo. Questo fattore è terreno fertile per gli hacker che sanno che ogni falla, ogni spioncino per poter bucare l’App da loro l’opportunità di accedere ad un largo numero di dati sensibili, di qualsiasi natura.

Per un periodo di tempo non definito (i dirigenti non ce lo dicono ma la falla è stata attiva verosimilmente fino alla precedente versione dell’App) gli hacker hanno potuto installare spyware da remoto, quindi senza avere fisicamente lo smartphone dell’utente target.

Come? Tramite una chiamata vocale e tramite l’App stessa. Chi ha ricevuto una chiamata da un numero lungo e “strano” e non all’interno della propria rubrica – ergo, senza nome assegnato – potrebbe essere infettato. In determinati casi, dopo questa chiamata – che può essere anche senza la vostra risposta – controllate il registro all’interno dell’App e se non la vedete nella cronologia probabilmente è quella di cui vi stiamo parlando.

L’informazione che non ti aspetti è che il team di sicurezza che si sta occupando dell’accaduto non ha ben chiaro e, anzi, è convinto che le vittime sono state scelte e non prese a caso in mezzo ai milioni e milioni di utilizzatori. Altresì hanno affermato che stanno analizzando qualche smartphone infettato e il software tossico è molto simile per struttura al software che produce NSO Group, una società Israeliana famosa per il proprio software di sicurezza venduto a clienti internazionali.

Ma informati gli utenti, come si può risolvere? Semplicemente aggiornando l’applicazione dal proprio store di appartenenza. Il fix è contenuto proprio nell’ultima versione già pubblica da ieri, App Store o Play Store che sia.

Anche voi avete notato il problema così come descritto nell’articolo? Se si, scriveteci il numero che reputate possa essere la sorgente dell’attacco così da poter avvisare anche gli altri lettori!

Fonte: Reuters

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