Copyright: parte il via libera della riforma

di Claudio Stoduto 0

La riforma del copyright europeo prende ufficialmente il via dopo tanti dissidi e tanti tentativi di modifiche, sistemazioni e pubblicità varie a sfavore. Insomma nel corso di queste settimane se ne sono sentite e viste di tutti i colori ma il Consiglio Europeo non ne ha voluto sapere, almeno per ora.

Senza discussione, quindi senza alcun possibilità di controbattere, è stato quindi portato avanti quanto era già stato ampiamente anticipato ed annunciato nel corso delle settimane passate. L’accordo provvisorio che era stato firmato a fine febbraio è divenuto realtà nella giornata odierna. Ricordiamo che al tempo i voti a favore per la sua costituzione furono 348 contro i 274 che invece avevano espresso il no definitivo. 36 erano stati gli astenuti che non avevano avuto modo di poter dire altro se non di non aderire a quel genere di proposta. L’Italia si è ufficialmente espressa con un voto contrario e non è la sola grande nazione europea che ha convalidato il suo voto negativo. Fra di esse troviamo anche la Svezia, la Finlandia, la Polonia, l’Olanda ed infine il “comodo” Lussemburgo.

Il cuore centrale della riforma, nonché una delle novità più importanti, riguarda la possibilità e quindi non l’obbligo degli editori di stampa di realizzare dei nuovi accordi con le varie piattaforme online per potersi far pagare l’uso e l’utilizzo di quelli che sono i propri contenuti diffusi sulla Rete. Gli introiti che questi grandi colossi di Internet andranno a generare dovranno essere condivisi con i giornalisti che quindi, in questo caso, trarranno beneficio da questo genere di operazione finale. Non vigeranno dei veri e propri filtri a questo punto ma ci sarà una sorta di accordo fra le relative parti con cui Facebook, Google, YouTube e via dicendo cercheranno di non condividere dei contenuti di cui non hanno i diritti corretti. Si taglia quindi il problema degli introiti e di conseguenza anche di coloro che spesso approfittavano dei bug di sistema per bypassare questi problemi.

I pareri dopo questa nuova conferma sono stati parecchie e non tutti della stessa opinione. Parecchi sono stati negativi e quindi contrari a quanto proposto dall’Unione Europea. Parecchi invece sono positivi e di buon auspicio per il futuro del mondo online e non solo, almeno sulla carta. Ora bisognerà vedere come si evolverà sicuramente la situazione e come, e soprattutto se, tutti gli stati andranno ad adeguarsi oppure no.

Attendiamo ulteriori sviluppi nel corso delle prossime settimane.

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