Direttiva Copyright UE: approvata la norma ma siamo solo all’inizio!

di Nikolas Pitzolu 0

Proprio oggi è stata approvata la direttiva copyright UE, la legge legata alla modifica degli articoli dei diritti d’autore. Cos’è cambiato e come stanno ora le cose?

I numeri sono questi: 438 voti a favore, 226 voti contro e 39 astenuti. Parliamo dell’approvazione a maggioranza netta delle nuove direttive legate al copyright. Se ricordate, ne avevamo già parlato poco dopo l’inizio dell’estate e, in quell’occasione, l’assemblea e i suoi componenti non hanno avuto modo di trovare la quadra per completare ed archiviare le nuove regole a tempo debito.

E come volevasi dimostrare, di quello che è stato deciso e messo nero su bianco nel mese di luglio, c’è davvero ben poco. Ad esempio, per quanto riguarda i due articoli che più hanno creato dibattito e controversie tra i membri del parlamento, sono stati “adattati” alla nuova normativa ma sempre ben lontani da considerarsi completa e finita.

Gli articoli di cui vi parliamo sono i seguenti:

  • Articolo 11: l’imposizione ai servizi aggregatori di notizie, principalmente ai giganti di Internet, di pagare una tassa per usufruire delle notizie, contenuti, articoli appartenenti ad autori terzi. Attenzione che quest’articolo in particolare è valido solo ed esclusivamente per le società che hanno un utile e non da quelle completamente gratuite, mi viene in mente Wikipedia.

Andando più nel dettaglio, quello che prova a regolamentare l’articolo 11 è un punto cruciale che vede gli autori incolpare le piattaforme di contenuti multimediali (YouTube ad esempio) di guadagnare dal loro lavoro. La risposta dell’altra parte è che, utilizzando la visibilità di tali piattaforme, gli autori aumentano notevolmente la loro popolarità in modo tale da incrementare il loro Business.

  • Articolo 13: l’imposizione alle piattaforme che ospitano un enorme numero di file, video, contenuti digitali di vigilare cosa e come il tutto viene caricato dagli utenti e, altresì, implementare degli strumenti a disposizione degli stessi per rimuovere velocemente contenuti protetti da copyright. Anche qui mi viene in mente un video con una canzone protetta da diritti d’autore.

Dettagliando questa parte della normativa si capisce come il tutto potrebbe “tappare le ali” a chi crea contenuti originali, innovativi e coinvolgenti. L’algoritmo Content ID di YouTube ad esempio è molto valido in tal senso ma non garantisce il 100% dell’affidabilità.

Capite bene che non è finita qui e, anzi, ancora ci sarà da combattere con Stati dell’Unione in modo tale da limare legislazione Europea con quella degli Stati specifici. Siamo solo all’inizio, sperando che questo inizio duri il meno possibile e si traduca in norme certe per creare un equilibrio legale nel mondo dei contenuti protetti da copyright.

Fonte: ilpost

Commentando dichiari di aver letto e di accettare tutte le regole sulla discussione degli articoli nei nostri blog.
SEGUICI E RESTA AGGIORNATO!
 
close-link