Asse Facebook-Huawei: i dati privati sono condivisi. Huawei: “mai ricevuti”

di Nikolas Pitzolu 0

Continuano le vicende inerenti la mal sicurezza che Facebook ha gestito dal 2010 a questa parte: ora si scopre che ha condiviso per 8 anni i dati con 4 grandi società Cinesi!

Quella delle ultime ore è una notizia pesante sia per l’entità della questione sia per chi questa volta sta accusando Facebook: il New York Times.

Si perché una delle testate giornalistiche più importanti degli USA ha divulgato il fatto che avrebbe delle prove che il Social Network di Mark Zuckerberg avrebbe siglato degli accordi di condivisione dati sensibili con quattro grandi società Cinesi terze, tra cui anche Huawei.

Ovviamente se parliamo di dati di Facebook parliamo di dati sensibili e informazioni legate al profilo virtuale che la maggior parte di noi deteniamo sul più grande Social Network al mondo: queste informazioni, secondo il NYT, sono state condivise anche con Oppo, Lenovo e TCL (Alcatel).

Gli accordi esistono davvero, sono attivi tuttora ma il punto cruciale da capire è quali sono e fino a che profondità sono stati trasmessi questi dati prese in esame.

Ma non è finita qui. Nel 2007, quando Zuckerberg doveva ancora spingere l’espansione del suo Social, è stato siglato un accordo con Amazon, Apple, Samsung e Blackberry.

Facebook avrebbe ricevuto molta visibilità da parte di queste aziende, in cambio queste società cosa potevano chiedere? ve lo facciamo immaginare!

Tornando alle società Cinesi, appreso che le collaborazioni esistono, Facebook afferma che per il caso di Huawei le informazioni erano trasmesse in “streaming” e in nessun modo archiviate in un server dedicato. Altresì la società si impegna a chiudere il contratto di collaborazione con la società produttrice degli smartphone P20 entra la fine della settimana ma non sappiamo se è la causa delle ultime vicende o perché semplicemente sono scaduti i termini.

Nel mezzo dell’asse USA – Cina ci si è messa l’Intelligence del paese a Stelle e Strisce che da un po’ di tempo a questa parte ha consigliato ai cittadini Americani di NON acquistare smartphone Huawei in quanto costantemente collegati con i Server della propria patria. E anche AT&T si è allineata, rifiutandosi di mettere nel proprio catalogo smartphone Cinesi.

E invece per le altre società menzionate nell’articolo?

Ad esempio con TCL non c’è nessun segnale che la collaborazione verrà interrotta, anzi, la società produttrice degli smartphone Alcatel ha sollevato la questione secondo la quale Trump e il suo metodo di governare abbia sollevato pregiudizi verso le aziende Cinesi, influenzando anche l’opinione pubblica dei cittadini Americani.

Per Lenovo stessa cosa, l’accordo non si interrompe ma viene meno l’accordo che – a sua volta – voleva estendere con Blackberry: anche qui la sicurezza nazionale (anche se non siamo in USA siamo sempre in America) ha influenzato le sorti della acquisizione della società Canadese da parte di una società Cinese.

Se fino ad adesso abbiamo parlato immaginando di essere localizzati in USA, dall’altra parte del Mondo che dicono?

Ha parlato direttamente la portavoce del Ministero degli Esteri Cinese affermando che la notizia non deve assolutamente fuorviare dal principio che questa è una “semplice cooperazione tra società” che risiedono in paesi diversi, altresì continua di non sapere se ci sia o meno un accordo per lo scambio di dati sensibili tra le quattro società.

Infine vi riportiamo le ultime dichiarazioni in ordine di tempo delle società interessate.

Dal proprio canto, Facebook continua affermando che le collaborazioni con le società menzionate sono sotto controllo e i dati condivisi sono filtrati per far si che si possa accedere solo ad un determinato livello.

Huawei invece afferma che ad oggi non ha mai raccolto ne archiviato alcun dato. Non nega la collaborazione con Facebook ma queste è stata stretta per migliorare la stabilità e le funzioni dell’applicazione sui suoi dispositivi.

Non ha mai raccolto alcun dato proveniente da Facebook, conclude Huawei.

Insomma, Facebook afferma che lo scambio dei dati, pur sia controllato, c’è e Huawei afferma che non ha mai ricevuto alcun dato dal Social Network Blu. Chi dice la verità e chi una menzogna?

Gli organi competenti stanno indagando, vediamo come andrà questa ennesima battaglia della guerra del diritto alla privacy dei propri dati.

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