Facebook: privacy al sicuro con il blocco di 200 Apps sospette

di Nikolas Pitzolu 0

Continua il nuovo ciclo di vita dal punto di vista regolamentare di Facebook che continua il suo controllo con le App partner che sono autorizzate a gestire i dati degli utenti.

Proprio questa mattina Facebook ha annunciato l’avvio di un nuovo passaggio per consolidare la privacy e il rispetto del nuovo e migliorato regolamento, modificato dopo lo scandalo di Cambridge Analytica.

Circa 200 applicazioni che hanno (anzi, avevano) accesso ai dati degli utenti per far funzionare i propri servizi sono state bloccate per poter concedere al team di sicurezza del Social Network di analizzare il traffico che esse hanno avuto prima e dopo lo scandalo che ha scosso seriamente l’impero Social di Zuckerberg.

Per maggiori informazioni dalla pagina ufficiale potete cliccare qui.

Le applicazioni sono state sospese dall’utilizzo perché si pensa abbiano “abusato delle informazioni richieste verso gli utenti” che sottoscrivevano positivamente il loro consenso per accedere al servizio tramite la piattaforma del Social Network Blu.

Attraverso il seguente comunicato, il vice presidente del rapporto con i produttori terzi, afferma che si stanno controllando una per una le Applicazioni che hanno rapporti di partnership con Facebook:

“C’è molto lavoro da fare per trovare tutte le app che possono aver abusato dei dati degli iscritti a Facebook, e questo richiederà tempo. Abbiamo team numerosi di esperti interni ed esterni che stanno lavorando duramente per investigare su queste app il più velocemente possibile”.

Oltre a questo, sempre il VP, fa sapere che qualunque autore di qualsiasi App si rifiutasse di collaborare, avrà immediatamente la propria App chiusa e bannata dall’intera piattaforma.

Il processo dell’analisi delle App ha per tutti due fasi ben distinte:

  • Nella prima parte vengono raccolte tutte le App in ordine alfabetico che hanno accesso a più dati del dovuto, sia per quanto riguarda le concessioni richieste agli utenti sia per quanto riguarda le richieste di dati fuorvianti per l’obiettivo dell’applicazione. Esempio, un applicazione che deve fare una moltiplicazione e ci chiede l’accesso a nome, cognome e posizione!

 

  • Nella seconda parte si parla di Audit, ovvero il range e la quantità delle informazioni raccolte da un numero determinato di App: insomma, si filtrano le applicazioni per tipo di autorizzazione richiesta. Nel caso dell’Audit alcuni autori di app con richieste insolite, potranno essere avvisate di condividere i propri dati legati all’acquisizione di info nel tempo tramite Facebook.

Infine il team della società di Zuckerberg afferma che non è detto che le 200 applicazioni sospese oggi abbiano violato le regole. Semplicemente è un iter che fa parte della nuova guida che permette maggior controllo e maggior chiarezza di cosa le App fanno con i dati degli utenti e, se si certificherà che ne faranno un uso improprio, saranno bannate, sanzionate o messe di fronte alla nuova policy per poter fare ancora parte della piattaforma Facebook.

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