Il diamante proteggerà i display dei nostri smartphone: ma dal 2019!

di Nikolas Pitzolu 0

Il vetro è il materiale più utilizzato per ricoprire il display e proteggerlo dai graffi e urti: ma come sappiamo, non basta per rendere infrangibile il nostro dispositivo!

La società Akhan è molto attiva sotto il punto di vista tecnologico e sta effettuando da svariati anni dei test in laboratorio per sostituire il vetro – che tutti i produttori utilizzano per proteggere il display dei nostri smartphone – con il diamante.

Attualmente infatti la quasi totalità delle aziende utilizzano il vetro: alcune di un tipo, alcune dell’altro, ergo, alcune Dragontrail e alcune Gorilla Glass.

Questo tipo di vetri, a loro volta, sono rinforzati nella loro versione specifica che, come ogni ricambio generazionale, aumenta sempre più di anno in anno e diminuisce in spessore.

Tornando all’azienda, questa dichiara che atualmente sta lavorando con un produttore di smartphone molto importante per sostituire la fibra di vetro con fibra di diamante.

Nei vari test, la fibra di diamante di Akhan, è stata disposta nello strato trattato in una matrice random e non verticalizzata (come succede nei vetri standard) e questo, unito alla maggior durezza del diamante, fornirà un nuovo livello di robustezza delle coperture dei display.

Si sta lavorando, altresì, di valutare l’ipotesi di accoppiare questo nuovo materiale al vetro già esistente delle aziende che li producono (Corning tra tutte), magari sovrapponendo gli strati per un ulteriore nuovo livello di robustezza.

Il CEO dell’azienda aveva riferito che entro la fine del 2017 sarebbe stato già possibile utilizzare questo materiale, ma ci furono dei problemi legati alla conduzione dell’elettricità per far funzionare il Touchscreen.

Questi problemi sono in fase di risoluzione e il CEO si augura che entro il 2019 le aziende interessate possano avere una collaborazione con loro per fornire il nuovo materiale!

Ma non solo questo: ci sono stati dei problemi legati al livello di riflessi del materiale stesso che, mettendolo a paragone con il vetro, ne ha un coefficiente più alto. E questo è un male! Per la visualizzazione corretta del display di uno smartphone, meno riflessi ci sono meglio è!

Infine, parliamo di costi. Il diamante ha un costo più elevato del vetro ed estrarne la fibra per iniettarla in uno strato in maniera random non è proprio un processo economico al momento.

Inizialmente, afferma il CEO, la copertura non sarà di facile diffusione e questo si rifletterà nella sua applicazione solo nei terminali della più alta fascia o top di gamma.

Insomma, avete capito che ci sono da limare vari aspetti per poter depositare un iter di fabbricazione corretto e preciso che va dal Punto A (diamante puro) al punto Z (fibra di diamante applicata su un pannello).

Già c’è stato un ritardo notevole, speriamo che tutto vada per il verso giusto e nel 2019 avere a disposizione una nuova tecnologia che, sebbene all’occhio non cambierà niente, darà modo di essere “più tranquilli” quando il nostro dispositivo ci cadrà dalle mani!

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