Abolita per legge la fatturazione a 4 settimane: si torna a quella mensile!

di Nikolas Pitzolu 1

Da oggi viene abolita la fatturazione delle offerte ogni 4 settimane: per legge, la maggior parte delle categorie, dovranno tornare e rimodulare quella su base mensile!

Ricordate le regole che le compagnie telefoniche imposero da qualche anno a questa parte, circa i cicli di promozione non più in rapporto al mese (intero) ma in relazione alle quattro settimane o 28 giorni?

Ecco, oggi è arrivata l’approvazione del Senato che le società coinvolte dovranno – per legge – fare dietrofront e tornare a considerare valido il range relativo alla mensilità.

Le società maggiormente coinvolte sono quelle legate al mondo delle Pay TV, come anche le compagnie che erogano servizi di telefonia e quelle che erogano solo servizi ADSL, o comuque solo dati!

Il tempo che gli organi di controllo daranno agli operatori per adeguarsi è di 4 mesi a partire da oggi, quindi dovranno fare in modo di riportare le offerte a ciò che prevede il decreto appena legiferato.

La pratica dei 28 giorni (chiamiamola anche così) era stata già ritenuta scorretta dall’AGCOM e infatti sono fioccate le multe ai vari operatori che, comunque, hanno pagato le sanzioni e vanno avanti per la loro strada! Il punto è che ora c’è una legge quindi la questione si fa decisamente più seria: devono riportare in Italia le fatture a ciclo mensile, senza nessuna possibilità di ribattere.

Dobbiamo però chiarirvi un dettaglio: è vero che le promozioni e gli abbonamenti verranno riportati al ciclo mensile ma lo saranno SOLO quelli legati alla telefonia fissa (pensiamo ad un telefono con numerazioni fissa più eventuale ADSL) e quelli legati alla telefonia fissa e ADSL che hanno all’interno anche una SIM con una sua promozione con le proprie soglie di chiamate, SMS e GB: quest’ultima legata ad uno smartphone.

Tradotto, se avete una promozione ricaricabile o abbonamento (anche con uno smartphone collegato) il gestore potrà ancora applicarvi il ciclo a 28 giorni senza avere nessun obbligo nei vostri confronti.

Analizzando il decreto poi viene fuori un’altro dettaglio davvero interessante per i consumatori: le offerte che offrono la Fibra ottica dovranno essere chiare sulla stima di velocità in Mbps e se il cavo con tecnologia ottica arriva sino al domicilio o sino alla centrale (FTTH il primo e FTTC il secondo).

L’AGCOM afferma che questa è finalmente una bella rivincita per i consumatori e per la stessa società che ha da sempre contrapposto questo tipo di pratiche con multe e sanzioni: cosa che continuerà a fare perché, anche se le offerte a livello “solo mobile” non sono comprese in questo decreto, saranno sempre considerate inopportune e sanzionate.

Ora resta da capire come si comporteranno gli operatori interessati: è vero che ora hanno un obbligo per legge, ma è anche vero che utilizzando la scusa del “mercato liberalizzato” nessuno vieta di ritoccare i prezzi, ahimè, verso l’alto.

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